Antonio Daniele

San Marco in Lamis, giovedì 25 gennaio 2024 - Il 12 maggio 2024 si celebrerà la 58° Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali. Per questa occasione il Santo Padre Francesco ha inviato il tradizionale messaggio in occasione della festa di S. Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Ancora una volta il Papa incentra il suo messaggio sui rischi dell’intelligenza artificiale nella vita dell’uomo. Già per la Giornata mondiale per la Pace aveva rivolto il suo appello affinché l’intelligenza artificiale sia al servizio dell’uomo e alla sua crescita.

Questa volta il Papa coglie pericoli e opportunità nell’uso dell’intelligenza artificiale nei social media “per arginare i risvolti dannosi e discriminatori, socialmente ingiusti, dei sistemi di intelligenza artificiale e per contrastare il loro utilizzo nella riduzione del pluralismo, nella polarizzazione dell’opinione pubblica o nella costruzione di un pensiero unico”. Nel cuore, sede della libertà e delle decisioni più importanti della vita, il Papa invita l’uomo a cercare la sapienza per “leggere e interpretare la novità del nostro tempo e riscoprire la via per una comunicazione pienamente umana”. Il Papa elogia l’intelligenza artificiale quando essa è utilizzata per aiutare l’uomo ad uscire dal vicolo cieco dell’ignoranza o può essere utilizzata per creare opportunità nell’uso dei dati, delle conoscenze o della lingua.

Ma nello stesso tempo mette in evidenza i pericoli sempre maggiori delle cosiddette fake news o dei deep fake che fanno credere e condizionare l’uomo nel rapporto con gli altri e la realtà che lo circonda. L’informazione non può prescindere dalla verità che si costruisce non sul sentito dire, ma presuppone giornalisti “con le suole delle scarpe consumate” che toccano con mano la realtà dei fatti: “L’uso dell’intelligenza artificiale potrà contribuire positivamente nel campo della comunicazione, se non annullerà il ruolo del giornalismo sul campo, ma al contrario lo affiancherà; se valorizzerà le professionalità della comunicazione, responsabilizzando ogni comunicatore; se restituirà ad ogni essere umano il ruolo di soggetto, con capacità critica, della comunicazione stessa”.

Tocca all’uomo saper discernere se l’uso dell’intelligenza artificiale rischia di creare nuovi monopoli informativi che limitano le proprie conoscenze o addirittura costruiscono un pensiero univoco per scopi politici e commerciali o di limitare le proprie conoscenze per nuove forme di schiavitù. “La risposta non è scritta, dipende da noi. Spetta all’uomo decidere se diventare cibo per gli algoritmi oppure nutrire di libertà il proprio cuore”.

 
                                                                                                          Antonio Daniele