Mario Ciro Ciavarella 

San Marco in Lamis, sabato 5 settembre 2015 - … è quella che vediamo, non si muove poiché avrà visto abbastanza della vita… o troppo poco. Ha preferito dormire e non giocare più. I giochi dei grandi non interessano i piccoli... sono giochi pericolosi. Adesso sente gli echi di giochi lontani... fatti da altre bambole con l'anima che continuano a vivere... forse per molto tempo... o per poco... Lo decideranno i giochi dei grandi... ogni gioco ha le sue regole, si possono condividere o meno. Se non si sta al gioco, basta andare via, e vivere come meglio crediamo…

 E si va a giocare altrove… un altrove spesso da inventare, da suggerire ad altri inventori di giochi. Dove le fate e gli gnomi esistono solo nella nostra mente…

Fate e gnomi, nella realtà, spesso hanno le fisonomie di uomini che comandano… o che cercano di farlo. Decidono cosa fare per vincere in quel gioco. Vincere!!

È un imperativo. Non ci sono pareggi nei giochi, e se ci sono è come se fosse una mezza sconfitta. Pareggiare è come dire, non mi hai sconfitto.

E si continua così fino a quando le regole di quel gioco vengono cambiate. Vengono rese più facili per i più forti… e più difficili per i più deboli.

Noi la chiamiamo selezione naturale… ma non lo è!! È solo l’arroganza di un genere che abita questo pianeta molto probabilmente per sbaglio… coscienza umana: errore dell’evoluzione!!

Molto probabile, altre spiegazioni non riesco a trovarle. Con le dovute eccezioni: Gesù, Gandhi, Madre Teresa, tanti santi (non tutti)… e anche alcune persone a noi care defunte.

E non andiamo oltre… perchè c’è ben poco da salvare. A parte le bambole.

 

                                                            Mario Ciro Ciavarella