A cura di Nicola Maria Spagnoli

Roma, lunedì 18 luglio 2022 -  Nella miriade di musicisti che si sono scoperti o ad un certo punto riscoperti pittori, dobbiamo sinceramente dire che non ce n’è stato uno che abbia surclassato quello che lo stesso avesse in precedenza, o anche dopo, fatto con la musica e quindi che sia passato alla storia anche per quest’arte. Cominciando dal nostro Paese certamente molti si sono adoprati con gli strumenti diversi da quelli musicali quali pennello o almeno matita, su carta o su tela ed alcuni addirittura hanno osato l’autoritratto di cui in questo momento trattiamo e per giunta l’hanno utilizzato per i loro lavori musicali.

a cura di  Nicola M. Spagnoli

Roma, mercoledì 13 aprile 2022 - Dopo le solite foto sulle copertine di gruppi o di singoli artisti dalla nascita del vinile fino agli inizi degli anni ‘60, a lungo andare ovvie e scontate, qualche graphic designer sulla scia del’arte di Andy Warhol, incominciò a farne qualcuna diversa, per esempio a moltiplicare le immagini ed appunto la prima copertina dei Beatles, nel loro terzo album, fu realizzata in questo modo, diciamo, innovativo.

a cura di Nicola M. Spagnoli

Roma, mercoledì 2 marzo 2022 -  Un escursus sulle copertine discografiche a fumetti non poteva iniziare, anche se ce ne furono diverse e variegate prima, che dalla mitica Cheap Trills del 1968, il secondo disco dei Big Brother & Holding Company che lanciò l’inarrivabile Janis Joplin. Molto si deve anche e appunto alla curiosa copertina che illustrava i vari brani (foto 1), un fumetto dello statunitense Robert Crumb, fondatore di riviste underground e già celebre per il personaggio di Friz the Cat, personaggio un po’ zozzone che riscosse una certa popolarità anche da noi.

Mario Ciro Ciavarella Aurelio

San Marco in Lamis, venerdì 14 gennaio 2022 -  Quello che squarcia questo primo album dal vivo di Pino Daniele, è il sassofono di Bob Berg nel brano "Io vivo come te". Senza nulla togliere al sax di James Senese nella versione originale, però lì c'è un suono più sottomesso, soave. Ma l'intervento di Berg dà una frustata dopo pochi minuti che si ascoltano le prime canzoni. Il sassofonista americano è come se graffiasse i solchi di quel brano, con "vocalizzi strumentali" che rimangono nella mente e ti straziano a distanza di quasi 40 anni.

A cura di Nicola M. Spagnoli

Roma, martedì 4 gennaio 2022 -  Di questo artista, nonché musicista, vogliamo privilegiare per le motivazioni che diremo, innanzitutto la copertina del terzo long playing di Patty Pravo, l’omonimo del 1970 generalmente conosciuto come Cimiteria per l’ambientazione figurativa (fig. 1), in cui vediamo una Nicoletta Strambelli gotica e quasi orrifica in mantello e cappuccio bianco con annessa personale lapide celebrativa circondata da rovi su sfondo di cipressi ma, meno male, almeno con un cielo che riscatta la composizione soprattutto per i delicati profili, sempre disegnati, della cantante a forma di nuvole.

Nicola M. Spagnoli

Roma, domenica 26 dicembre 2021 -  Per la loro propensione depressiva nel modo di suonare e di cantare (il cantante leader, suicida appena ventitreenne, non vide nemmeno completato il loro secondo album e quindi per i giovani post punk degli anni ’80 finì doverosamente fra i miti generazionali alla stregua di Jim Morrison, Hendrix, Joplin etc.), i Joy Division catturarono fin dal primo lavoro l’attenzione di una generazione che oggi viene definita apocalittica.

a cura di Nicola M. Spagnoli                                                        

Roma, martedì 16 novembre 2021 -  Abbiamo sempre ammirato la grafica rock made in Gran Bretagna dove c’è sempre stata comunque, storicamente, una vera e propria prevalenza per quella delle copertine dei dischi, con studi grafici che hanno fatto la storia fino a diventare vere istituzioni specie nel periodo progressive, un esempio su tutti lo studio Hipgnosis del mitico Storm Thorgerson, in America c’è sempre stato, piuttosto, un dominio della grafica poster e questo fin dagli albori del rock per passare al periodo più interessante e popolare, quello psichedelico e per finire, ma non è finita, a quello heavy.

Redazione

Londra mercoledì 25 agosto 2021 - Ci ha lasciato Charlie Watts, storico batterista dei Rolling Stones. Aveva 80 anni ed era malato. Con lui se ne va un pezzo importante della nostra gioventù quando il tempo si regalava musica rock incredibile e i Rolling Stones erano i più importanti di tutti persino dei Beatles.  Charlie Watts è stato l'ultimo tra i componenti originari dei Rolling Stones ad unirsi alla band. Inizialmente egli si fece le ossa nel fervidissimo ambiente blues della Londra dei primi anni sessanta sotto l'ala protettiva di Alexis Korner, in quella autentica fucina di talenti che fu la Blues Incorporated.

a cura di Nicola M. Spagnoli

Roma, mercoledì 30 giugno 2021 -  Premetto che questo articolo me l’ha ispirato Mbappè o almeno da quello che ho letto dagli articoli pubblicati dopo la partita Francia- Svizzera riguardo la sua infinita tristezza per il mancato rigore, quindi ho pensato subito al titolo di questo disco. Gli anni novanta non sono certamente quelli che amo di più nella storia del rock ma questo disco mi colpì, allora, soprattutto per la copertina atipica e per le belle illustrazioni dell’allegato libretto.

a cura di Nicola M. Spagnoli

Roma, giovedì 10 giugno 2021 -  Di Mina, a parte il periodo storico degli anni 60 e inizio 70 che era musicalmente accattivante, ho collezionato mio malgrado quasi tutti i suoi dischi anche successivi ma soltanto per merito delle copertine di Mauro Balletti, difatti il contenuto, a parte qualche sprazzo di luce qua e là, si faceva sentire al massimo un paio di volte e basta. Questo LP e Cd è del 2009 e naturalmente non sfugge alla media qualitativa standard della tigre a riposo con canzoni di poco superiori al precedente lavoro che era Bau ma stavolta con un po’ di carica erotica in più, specie per merito di Malgioglio che, non dimentichiamo, nel 75 scrisse le parole del capolavoro L’importante è finire e nel 78 della conturbante Ancora, ancora, ancora.

di Nicola Maria Spagnoli

Roma, mercoledì 7 aprile 2021 -  Un solo album per questo gruppo che passato quasi inosservato ai tempi, nel 1972, fu in seguito molto ricercato e più volte ristampato sia in cd che in vinile soprattutto per il fatto che uno dei fondatori era Red Canzian che, oltre all’idea di questo peperone rosso, come tutti sanno ebbe con i Pooh una carriera ed una popolarità che arriva ai giorni nostri. Qui non ci interessa naturalmente la carriera del superpopolare gruppo dei Pooh pop di cui ci siamo interessati solo all’inizio, ai primi 45 giri ed anche vinili ma della musica e della copertina di questo disco che fa parte a pieno titolo della storia del nostro progressive.

a cura di Nicola M. Spagnoli                                    

Roma, lunedì 7 dicembre 2020 - ll titolo doveva essere Alfreda Benge che da quasi cinquant’anni è la moglie di Robert  Wyatt (foto 1), collabora con lui a molti testi dei suoi capolavori e a volte anche come voce ma soprattutto è colei che ha disegnato tutte le sue copertine a partire dall’epocale Rock Bottom che per molti è il disco più importante del rock di sempre. Naturalmente lei non è nota ai più ma è sicuramente ugualmente importante per essere stata, oltre a tutto ciò sopra descritto, anche la Musa e la guida del nostro musicista che da quando cadde dal quarto piano di una appartamento durante una festa fu costretto a vivere tutta la vita su una sedia a rotelle.