Michele Centola redazione.org
San Marco in lamis, giovedì 25 giugno 2026 - Dopo settimane di mobilitazione popolare, oltre 1.200 firme raccolte e l'audizione in Prefettura fissata per oggi, sabato 27 giugno la cittadinanza è chiamata a raccolta in Piazza Madonna delle Grazie per il momento pubblico di confronto. Una fermata cancellata. Una comunità che non ci sta. E una battaglia che, pezzo dopo pezzo, sta producendo risultati concreti. La vicenda della soppressione delle corse nazionali da e per San Marco in Lamis rimasta a lungo nell'ombra istituzionale è oggi al centro del dibattito pubblico cittadino, con un appuntamento cruciale fissato per domani, sabato 27 giugno, alle ore 19:30 in Piazza Madonna delle Grazie, nell'ambito della manifestazione civica denominata "SI BUS!".
Tutto ha inizio a fine maggio 2026, quando i cittadini sammarchesi si trovano davanti a una realtà inattesa: le due principali compagnie di trasporto a lunga percorrenza sul Gargano, MarinoBus e Ferrovie del Gargano, decidono di riorganizzare i propri servizi eliminando la fermata nel centro di San Marco in Lamis. Il risultato pratico è immediato e pesante: chiunque voglia raggiungere Roma o le regioni del Nord Italia è costretto a raggiungere in autonomia San Giovanni Rotondo, con tutti i disagi che questo comporta per chi non dispone di un mezzo proprio, per i viaggiatori notturni, per gli anziani e per chi parte con bagagli pesanti. Il consigliere comunale Sacha De Giovanni ha sottolineato come il problema non fosse del tutto inaspettato: già nel giugno 2023 aveva segnalato formalmente alla Provincia di Foggia le criticità legate alla SP 22 e alle conseguenti scelte delle compagnie di trasporto, avvertendo che quella logica avrebbe prima o poi portato all'esclusione del comune dalle principali direttrici nazionali. Un allarme rimasto inascoltato, che la realtà ha trasformato in certezza.
La reazione della comunità sammarchese non si è fatta attendere. Nel giro di pochi giorni è partita una raccolta firme su change.org, promossa dallo stesso De Giovanni con il sostegno di realtà civiche locali come "Ricominciamo", che ha raccolto rapidamente oltre 1.200 adesioni. La petizione, rivolta alle compagnie di trasporto e alle istituzioni regionali, sottolinea come per la sua conformazione geomorfologica San Marco in Lamis sia già una realtà poco connessa, e come la soppressione della fermata significhi un ulteriore, inaccettabile passo verso l'isolamento. Il movimento civico "Ricominciamo" ha espresso la propria soddisfazione per il boom di firme, ribadendo che l'obiettivo non è solo il ripristino delle fermate, ma aprire una riflessione più ampia sul rischio di progressivo isolamento dei servizi essenziali nelle aree interne della Capitanata. Perché San Marco in Lamis non è una periferia da dimenticare: è una comunità viva, fatta di studenti, lavoratori, anziani e famiglie che hanno il diritto a collegamenti dignitosi.
La vicenda ha inevitabilmente alimentato il confronto politico locale. Il consigliere regionale Napoleone Cera (Lega) e il sindaco Michele Merla hanno rivendicato un intervento bipartisan, riportando direttamente ai vertici di MarinoBus la richiesta di ripristino della fermata. Il sindaco Merla ha dichiarato che quando si affronta un problema senza bandiere di parte, i risultati per i cittadini arrivano davvero, mentre Cera ha evidenziato come perdere un collegamento con la Capitale significhi perdere un pezzo di normalità quotidiana. De Giovanni ha accolto positivamente la disponibilità di MarinoBus a riattivare il servizio, ma ha invitato alla prudenza: nulla è definitivo finché non sarà formalizzato. Ha inoltre ricordato che il merito principale appartiene ai cittadini, ai pendolari, agli studenti e alle famiglie che hanno scelto di non restare in silenzio. Solo quella pressione popolare, a suo avviso, ha riportato il problema al centro del dibattito istituzionale. Il punto di svolta della settimana è arrivato nelle ultime ore: il Prefetto di Foggia ha convocato una delegazione sammarchese per un incontro ufficiale fissato nella giornata di oggi, venerdì 26 giugno 2026. Una convocazione che De Giovanni ha definito una prima, fondamentale vittoria per l'intera comunità, frutto di settimane di impegno collettivo.
La delegazione porterà direttamente all'attenzione della massima autorità territoriale le ragioni di chi rivendica il proprio diritto alla mobilità e la necessità di servizi dignitosi per le aree interne del Gargano. Ma la partita non si chiude in Prefettura. Dopodomani, sabato 27 giugno alle ore 19:30 in Piazza Madonna delle Grazie, è in programma l'incontro pubblico "SI BUS!", aperto a tutta la cittadinanza. Presso un gazebo informativo allestito per l'occasione, saranno illustrati gli esiti del confronto istituzionale, raccontato lo stato attuale della vicenda e condivisi i prossimi passi della mobilitazione. I cittadini potranno fare domande e contribuire alla discussione. Al netto delle polemiche politiche, questa vicenda riaccende un tema strutturale che riguarda molti piccoli e medi centri del Mezzogiorno: la fragilità dei collegamenti nelle aree interne e il rischio che le logiche di ottimizzazione delle compagnie private concentrate sulla riduzione dei tempi di percorrenza finiscano per penalizzare le comunità fuori dai tracciati più redditizi.
San Marco in Lamis, con la sua posizione sul Gargano, paga il doppio tributo di una morfologia del territorio complessa e di una pianificazione dei trasporti che fatica a tenere conto delle esigenze delle aree periferiche. Eppure, come dimostrano questi mesi di mobilitazione, la comunità sammarchese ha saputo trasformare un disservizio in una battaglia di consapevolezza civica. E domani, in piazza, sarà l'occasione per fare il punto: non solo su una fermata d'autobus, ma sul tipo di futuro che questa comunità vuole costruire per sé.
di Michele Centola
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