Michele Centola redazione.org
San Marco in Lamis, venerdì 3 luglio 2026 - Pensare che pochi attimi di consiglio comunale possano ridisegnare gli equilibri politici di una comunità non è soltanto un esercizio di fantasia, è una prospettiva che, se realizzata, andrebbe a stravolgere una realtà consolidata da anni, ben oltre le semplici appartenenze di partito. A San Marco in Lamis si torna a parlare, con insistenza crescente, di un possibile avvicinamento tra Partito Democratico e Lega, le due forze politiche che da tempo occupano posizioni opposte all'interno dell'aula consiliare.
È bene chiarirlo subito in politica, si sa, nulla può essere escluso a priori. Le alleanze cambiano, i rapporti di forza si ridefiniscono, e ciò che sembrava impensabile fino a poco tempo prima può trasformarsi, nel giro di una legislatura, in una alleanza di governo. Ma è altrettanto vero che la storia, anche quella minuta e quotidiana della politica amministrativa locale, insegna a non sottovalutare il peso delle appartenenze e delle ferite aperte in anni di confronto acceso. Chi negli ultimi anni ha seguito da vicino le dinamiche del consiglio comunale sammarchese ricorda bene la distanza, spesso incolmabile, tra le due formazioni politiche.
Non si è trattato soltanto di normale dialettica tra maggioranza e opposizione, con i ruoli che nel tempo si sono anche invertiti, ma di contrapposizioni dai toni netti, capaci in alcune occasioni di sfociare in contenziosi finiti addirittura davanti a un giudice. Uno scenario che ha segnato profondamente il clima politico cittadino e che ha contribuito a costruire, agli occhi degli elettori, un'immagine di reciproca inconciliabilità. Proprio per questo motivo, l'ipotesi che oggi circola tra i corridoi della politica locale assume un peso particolare. Non si tratterebbe di un semplice avvicinamento tattico su un singolo provvedimento, ma di una possibile convergenza più ampia tra chi, fino a ieri, si è confrontato e scontrato da posizioni politiche opposte, sia da banchi di minoranza sia da quelli di maggioranza, a seconda delle diverse fasi amministrative che si sono succedute.
Il punto più delicato di un'eventuale intesa tra Partito Democratico e Lega non riguarda tanto la fattibilità tecnica dell'operazione, quanto il messaggio politico che essa finirebbe per trasmettere. Da una parte come dall'altra, un accordo tra i due schieramenti rischierebbe di essere percepito come un tradimento delle ragioni per cui, elezione dopo elezione, gli elettori hanno scelto di sostenere l'uno o l'altro simbolo, spesso proprio in nome della reciproca contrapposizione. Chi ha votato Pd lo ha fatto, in molti casi, anche in funzione anti-Lega o anticamente PCI e Democrazia Cristiana ..., e viceversa. Una convergenza tra i due partiti, per quanto giustificabile sul piano amministrativo con la necessità di garantire stabilità e continuità di governo alla città, porterebbe inevitabilmente con sé il rischio di uno scollamento tra base elettorale e gruppi dirigenti locali, con possibili malumori interni destinati ad emergere nelle prossime consultazioni.
Resta da capire, in questa fase ancora fluida, se le indiscrezioni che circolano troveranno reale conferma nei prossimi passaggi consiliari o se, al contrario, si tratterà dell'ennesima suggestione destinata a non concretizzarsi. Quel che è certo è che la politica sammarchese, negli ultimi anni, ha già dimostrato di saper sorprendere, in un senso o nell'altro, chiunque provi ad anticiparne gli sviluppi. Per il sottoscritto trovo il progetto irrealizzabile e improponibile, anche perché coinvolge un elettorato che sa da che parte stare, anche in momenti difficile come quelli che abbiamo attraversato. Le elezioni sono alle porte e intanto si inizia a lavorare per farsi trovare pronti con uomini e idee.
Michele Centola
direttore www.sanmarcoinlamis.org
