Pietro Villani

San Marco in Lamis, mercoledì 16 settembre 2026 -  10 settembre ore 7.00 mi avvio sul viale deserto, in lontananza vedo spuntare con mia sorpresa, data l’ora, due ragazze, che incrocio. Nei pressi del Caffè Noir incontro un amico, che fa il bidello, pardon collaboratore scolastico, alla sezione classica dell’Istituto Giannone, parliamo un po’, ma presto mi lascia. “Devo andare, mi dice, ad aprire in anticipo il cancello della scuola, oggi è il primo giorno di scuola (m’era passato di mente !?!) e i ragazzi vengono prima per l’assalto al posto, non quello di zaloniana memoria, ma il posto al banco, che non è certamente il primo.

L’anno scorso qualcuno per prendere la prima fila ha scavalcato il cancello col rischio di farsi male.”  Il primo giorno di scuola ha sempre un fascino particolare, la mente vola …I miei primi giorni di scuola da alunno sono troppo lontani, quelli da docente nel ricordo e nella memoria sono più vicini. La notte prima non era proprio serena  e il primo giorno, confidenzialmente, provavo sempre una certa emozione. Da questo incontro  è nata l’ispirazione del componimento, il tema è il primo giorno di scuola, vissuto con una certa nostalgia dai ragazzi che hanno da poco terminato la scuola superiore e che non proveranno più il patema d’animo del primo giorno di scuola alla caccia del posto migliore.

 

10 settembre 2026


       Primo giorno di scuola non per noi Amica mia,

oggi non abbiamo messo la sveglia per prendere il posto.

L’abbiamo fatto per cinque anni, ogni inizio,

poi tutti i dì.. che fatica le nostre mamme a tirarci giù dal letto.

Addio, consueti incontri! Addio, gioire e soffrire insieme!

Addio, professori alle prese con nuovi alunni!

Ora ognuno sta solo e pensoso. Quale posto la vita ci attende?

La tua cara amica   

 

                                                                                              di Pietro Villani