redazione sanmarco.org

San Marco in Lamis, martedì 22 settembre 2026 -  Nel pomeriggio di ieri, 21 settembre, il Santuario di San Matteo Apostolo a San Marco in Lamis ha ospitato una partecipata celebrazione eucaristica dedicata al Santo Patrono della Guardia di Finanza, titolo che Papa Pio XI conferì all'Apostolo ed Evangelista nel 1934. A rappresentare il Corpo delle Fiamme Gialle in Puglia è intervenuto il Comandante Regionale, Generale di Divisione Guido Mario Geremia, accompagnato da ufficiali e militari provenienti dai vari Comandi dislocati sul territorio regionale.

Alla funzione religiosa hanno preso parte anche numerose autorità civili e militari della regione, insieme a una rappresentanza delle sigle sindacali che tutelano la categoria e a esponenti dell'Anfi, l'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia, giunti dalle sezioni di Bari e della provincia di Foggia. A officiare la liturgia è stato monsignor Giorgio Ferretti, Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi di Foggia-Bovino, coadiuvato nella concelebrazione da padre Tommaso Chirizzi e don Giuseppe Bartolo Longo, entrambi responsabili del Servizio di Assistenza Spirituale presso il Comando Regionale Puglia.

Il rito si è concluso con la recita della Preghiera del Finanziere; ha preso quindi la parola il Generale Geremia, che ha voluto ringraziare pubblicamente le autorità presenti e tutti coloro che hanno preso parte a una giornata particolarmente significativa per il Corpo. Momento di grande partecipazione popolare, favorito anche dalla folta presenza di fedeli, è stata la processione che ha visto la reliquia e il quadro di San Matteo attraversare la strada che collega il Santuario a Borgo Celano per pio giungere alla Chiesa della Beata Maria Vergine Immacolata di Lourdes, dopo un momento di preghiera e  raccoglimento il ritorno lungo la strada già fatta al Santuario.

Come sempre anche ieri una numerosa presenza di fedeli giunti da Ceriqnola, la cui devozione verso San Matteo apostolo ed evangelista affonda le sue radici in una profonda tradizione popolare e contadina, legata storicamente all'inizio dell'autunno, periodo di bilanci per le campagne e per il lavoro nei campi. Il Santo è visto come un protettore vicino alla vita quotidiana, un punto di riferimento per le famiglie della città.  Questo rito annuale non rappresenta un semplice evento folkloristico, ma un vero e proprio atto di affidamento collettivo, capace di rinnovare ogni anno il senso di appartenenza e l'identità spirituale.