Corto Cult 

Gargano, giovedì  11 dicembre 2025 - Si è da poco concluso il Gargano FilmFest 2025 a San Giovanni Rotondo. Dopo 15 edizioni prettamente estive, per il secondo anno consecutivo la kermesse ha preso forma nel periodo autunnale, con la grande novità della doppia location: La Biblioteca Comunale Michele Lecce per le proiezioni dei corti e dei lungometraggi, il Provo.Cult C.Lab per i concerti, i dj set e le contaminazioni culturali.

Un esperimento riuscitissimo che ha dato un respiro tutto nuovo al festival, rigenerandolo nella sua attitudine indipendente e valorizzandone i suoi punti di forza: l’attenzione al dettaglio, la ricerca costante del bello e l’amore per le piccole cose (che sono sempre le più difficili se fatte bene). Il fascino da ‘archeologia industriale’ della Biblioteca Comunale, il calore e i colori del C.Lab durante i FestAfter sono state le armi vincenti di un’edizione numero 17 pressoché perfetta, ostacolata solamente da un meteo non proprio favorevolissimo, ma con una emozionante risposta di pubblico, curioso e attento come solo quello del GFF riesce ad essere.

La contaminazione tra le forme d’arte è stata la sfida più grande di quest’anno, con un ruolo importantissimo giocato dalla musica, in un inseguimento costante tra note, immagini e proiezioni. Ciliegina sulla torta, lo splendido visual mapping sulla facciata della Biblioteca Comunale a cura di Glamour Entertainment, con i quali avevamo già collaborato per l’anteprima del Gargano FilmFest 2024 a Piazza de Mattias. Concettualmente parlando, il GFF XVII Re-MedIA ha voluto porre l’attenzione sul concetto di remediation (rimediazione), il processo attraverso cui un media riutilizza e rielabora i linguaggi e le estetiche di media precedenti.

Il cinema incarna pienamente questa dinamica: nasce integrando fotografia, teatro, letteratura e arti visive, per poi evolversi incorporando suono, colore, effetti digitali e, più recentemente, realtà virtuale e tecnologie interattive. Ogni innovazione non cancella il passato, ma lo reinventa, offrendo nuove forme espressive. In questo senso, il cinema è un esempio paradigmatico di media che continuamente rimedia altri media, rinnovando la propria identità e modalità narrative. La rimediazione ha un ruolo cruciale nella produzione, nell'innovazione e nella ricezione del cinema. Permette ai film di adattarsi a un mondo in continua evoluzione, di interagire con altri media e di creare nuove forme di narrazione.

La pellicola di punta della 17esima edizione è stata "Dadapolis. Caleidoscopio napoletano", con la calorosa partecipazione dei registi Carlo Luglio e Fabio Gargano, intervistati dalla nostra Laura Varano. Un appassionante film documentario che racconta Napoli attraverso gli occhi di circa sessanta artisti contemporanei, tra cui spicca la partecipazione del compianto e leggendario James Senese, omaggiato durante la serata dal mitico sassofonista sangiovannese Giovanni Cafaro. Un film che esplora la città combinando diversi linguaggi – come performance artistiche, musica e dialoghi – per mostrare le sue contraddizioni, le trasformazioni e le sfumature culturali. Abbinata alla pellicola e inaugurata venerdì 5 dicembre come apertura ufficiale del festival, la mostra fotografica con i preziosi scatti a cura di Pasquale Morlando, curata dal nostro Nicola Ritrovato. La mostra fotografica resterà visibile durante tutto il periodo invernale al Provo.Cult C.Lab.

Per il primo FestAfter al Provo.Cult C.Lab ci siamo immersi nel misterioso universo di “CAVA”, trasposizione cinematografica dell’omonimo album d’esordio del songwriter pugliese temo babila, talento della label/collettivo Dischi Uappissimi. Non un semplice videoclip. Non un film “sulla musica”. Ma una colonna visiva: un’opera che segue i battiti, i silenzi e le vertigini dell’album, e li trasforma in cinema. Un linguaggio che sfugge alle regole del classico music video e si muove come un vero film, fatto di luce, paesaggi, volti e visioni. Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con il regista e videomaker Antonio Stea per poi chiudere in bellezza con un intimo e viscerale showcase acustico di temo babila accompagnato dalla magica voce di Silvia Fiume.

Riuscitissimi anche il FestAfter di sabato 6 e domenica 7 dicembre. Pupilli della label di culto Cinedelic Records, i romagnoli Pinakotek ci hanno regalato un’esibizione live davvero bella e coinvolgente: un connubio incredibile tra sonorità funk psichedeliche, visual ispirati all’immaginario giapponese il tutto impreziosito dai magnifici giochi di luce del nostro light designer Michele Palladino.  L’assalto al merchandising dei vinili è stato un grande motivo di orgoglio per noi, consapevoli di aver regalato al nostro pubblico uno dei live più fighi degli ultimi anni a San Giovanni Rotondo. Il loro cavallo di battaglia “Slego” è diventata quasi involontariamente la colonna sonora ufficiale del festival, fischiettata persino dal pubblico più adulto il giorno dopo in Biblioteca.

Fantastico anche il visual dj set immersivo di Vet & Bipolar, eccellenze di Capitanata. Una collaborazione nata sul confine tra immagine e musica, un mix perfetto tra digitlale e analogico. Senza ombra di dubbio, una delle sperimentazioni più interessanti di questa edizione.Ovviamente c’era grande attesa anche per la 17edizione del Premio Provo.Corto, la terza con il format rinnovato che prevede la proiezione e la premiazione di 6 cortometraggi usciti nel corso della stagione 2024/2025. Con un occhio di riguardo ai giovani registi davvero indipendenti del nostro Paese, intercettati grazie a un accurato lavoro di ricerca nel sottobosco e non tramite i soliti canali convenzionali. Orgogliosi anche quest’anno di aver accolto e premiato una folta rappresentanza di talenti provenienti dalla nostra regione. Un plauso va al loro impegno e alla loro passione.

Il premio come miglior cortometraggio è andato a "Superbi" del marchigiano Nikola Brunelli, per la capacità di ritrarre, con ironia e tagliente umorismo, un universo locale fatto di persone, tradizioni e conflitti, utilizzando il linguaggio cinematografico in maniera sapiente. Sicuramente l’opera più divertente e amata dal nostro pubblico, accompagnata da una frizzante intervista al regista curata dalla nostra Renata Grifa, per un cortometraggio che è già un cult.

Miglior regia al potente "Amina" della salentina Serena Tondo, presentato in collaborazione con il Noci Film Festival, per aver costruito, con un linguaggio cinematografico brillante, un viaggio angoscioso e coinvolgente sulla realtà, ormai rimossa dai media, della condizione femminile, in particolare delle bambine, nell'Afghanistan tornato in mano ai talebani. Miglior Fotografia a “Un cuore inutile” del molfettese Mattia de Gennaro, proiettato in anteprima assoluta al Gargano FilmFest 2025, per l’uso calibrato di luci e ombre, che scolpiscono lo spazio e i personaggi, conferendo alle scene una profondità emotiva immediata, grazie a un bianco e nero espressivo e potentemente narrativo.

Miglior sceneggiatura a "La Giostra" della giovane e talentuosa regista barese Ottavia Farchi, con il suo realismo magico made in Puglia, per un’opera che coniuga originalità visiva e narrativa, nella sua capacità di coinvolgere l'intera comunità della piccola cittadina di Santo Spirito, i suoi pescatori e i suoi abitanti, in una storia audacemente onirica. Miglior Attrice Protagonista alla bravissima Valentina Carretta de "Il Premio”, uno dei corti più emozionanti di questa edizione diretto dal foggiano Lorenzo Sepalone, per la profonda naturalezza della sua interpretazione, capace di rendere autentico ogni sguardo e gesto e di trasmettere, con assoluta verità, la fragilità e la forza nascosta del suo personaggio.

Il Premio come Miglior Documentario è andato ad "Occupante senza titolo" del pugliese Gabriele Armenise e del lombardo Dario Leani, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo, per aver messo in luce una realtà umana e collettiva attraverso immagini di personalità e luoghi, ritratte dalla macchina da presa senza giudizio. Un ringraziamento speciale va alla giuria tecnica di Provo.Corto 2025, splendidamente composta dal docente e critico cinematografico Davide Magnisi (presidente di giuria) e dalle new entry Aldo Iuliano (regista e disegnatore di fumetti) e Mariacarla Casillo (giovane e promettente attrice campana). Eleganza, sorrisi, professionalità e mood altamente contagioso. Un vero piacere averli avuti con noi in questa fantastica tre giorni.

Ma la new entry più bella è stata sicuramente la nostra nuova presentatrice Renata Grifa, per essersi tuffata senza esitazioni nelle agitate acque del GFF ed esserne uscita a testa altissima, con il suo stile elegante, leggero e sempre attento al dettaglio. La sua T-Shirt indossata durante la serata finale come omaggio al corto “Un Cuore Inutile” e al suo attore Dino La Cecilia è già storia del Gargano FilmFest. Chapeau. Ringraziamo Pio Gravina, Angela Mimmo e lo staff della Biblioteca Comunale Michele Lecce per averci aperto le porte insistendo sulla possibilità di ospitate il Gargano FilmFest in un luogo così importante per la nostra comunità. Matteo Maccarone per l’illustrazione caleidoscopica e Alessandro Pavino per il fondamentale supporto grafico. Enzo Esposito e Tanos Ferrini per il service di alta qualità.  

Locanda Dauna, Opus Wine, La Lanternina da Molenda e il mitico Costanzo per aver deliziato culinariamente i nostri ospiti. Abete Bike Hotel e Villa San Pietro per la preziosa e calorosa ospitalità. Ringraziamo ancora una volta i nostri sponsor Centra Viaggi & Vacanze, Valerio Verde e Gargano Vita. E ancora, Il Parco Mozzarella Bufala D.O.P. e Nastrotessil Srl. Il Gargano FilmFest 2025 è stato organizzato da Provo.Cult APS con il contributo del Comune di San Giovanni Rotondo e il fondamentale supporto logistico della Biblioteca Comunale Michele Lecce, che con il suo terzo piano si è rivelata la location e la dimensione ideale per le nostre proiezioni indoor.

Come sempre, teneteci d’occhio e lasciatevi incuriosire dalle attività culturali targate Provo.Cult APS.

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