Mario Ciro Ciavarella

San Marco in Lamis, martedì 25 ottobre 2016 -  Sembra che ci siano degli esorcismi “laici” che possano sconfiggere o almeno allontanare le malattie. Tumori compresi. Sappiamo tutti che gli esorcismi, quelli veri, hanno bisogno di un fondo di spiritualità e credenza sull’esistenza di dio da parte dell’esorcista.  Ma quello che stiamo per raccontarvi va oltre tutto ciò che è trascendente, e mira direttamente alla materia: la patologia da sconfiggere. Usando non i farmaci ufficiali, inventati dopo anni di ricerche scientifiche, ma mettendo “in moto” la lingua. Offendendo le malattie!!!

 Eh, sì. Avete capito bene: la cura consiste nell’offendere la patologie (e non i pazienti) usando termini non proprio ortodossi indirizzati verso questo o quel male che ci affligge. Sembrerebbe che basti la parola! Lo so che è difficile credere ad una storia del genere. Ma è così!!

 Al cento di questa strana storia (e bufera che si abbatte su di lei da anni) c’è l’ex dottoressa Gabriella Mereu, della Sardegna. La quale organizza meeting e incontri vari in tutta Italia ed è seguita non da pochi pazienti che non aspettano altro che essere “offesi” da lei!!?? Per guarire.

 Naturalmente tutto ha un prezzo, e anche questa terapia: una seduta 250 euro per ottenere la dose giusta di offese e parolacce non rivolte alla dignità del paziente, ma al male da sconfiggere che è dentro di lui.

 Sincerante non so come possa svolgersi una seduta terapeutica del genere, ma a questo punto penso che ci siano dei termini ben precisi per allontanare quelle cellule malate dai corpi dei pazienti. Ed ogni patologia avrà le sue “offese personali”, come le cure ufficiali: ci sono farmaci per il fegato, quelli per le ossa, quelli per i reni...

 E allo stesso modo ci saranno delle terminologie differenziate per sconfiggere ogni tipo di malattia. Proviamo a fare delle ipotesi. Non mi considerate una persona scurrile: sono delle ipotesi che faccio per voi. Per rendere l’idea su quello che sto scrivendo.

 Per quelli che hanno problemi di stitichezza: “Brutto stronzo, esci da questo corpo! Vergognati di essere ancora lì da 5 giorni, hai intasato l’intestino del mio paziente. Lo sappiamo che sei di un brutto colorito: ma gli stronzi non possono mica luccicare!! E quindi, non ti vergognare della tua natura di merda!!”

 Per quelli che hanno “la vescica debole”: “Ascoltami, ma è possibile che non riesci a mantenere nemmeno una goccia di pipì, ma che razza di vescica sei?? Ma non ti vergogni che piangi sempre? e fai cadere almeno quei 40 centimetri cubi in più ogni volta quando senti l’esigenza di svuotarti?? Non avrai mica fatto un patto di alleanza con la Pampers? Se non la finisci di allagare le gambe della mia paziente, giuro che ti metto un tappo proprio lì e ti faccio mancare l’aria. Vescica senza un minimo di vergogna e di rossore”.

 Per quelli che soffrono d’emicrania: “Testa di cazzo, sei proprio una testa senza cervello!! Ma che cervello sei? Il mio paziente non ti ha mica comprato all’Ikea che bisogna sempre montarti nel verso giusto per farti funzionare come si deve! I tuoi neuroni non hanno nemmeno la velocità di un Motorola TAC del 1983, e ti lamenti sempre, e sei sempre sotto pressione? Ma come è possibile, cervello di una gallina senza cresta. Fai il tuo dovere di cervello educato, altrimenti ti rottamo con il cervello dell’Uomo di Neanderthal vissuto 200.000 anni fa”.

 Per quelli che soffrono di pressione bassa: “Ma ti vuoi muovere cuore moscio? Non hai nemmeno la forza di fare arrivare il sangue del mio paziente alle ginocchia. Sei più lento di una gondola remata da un gondoliere ubriaco. Se non fai il tuo dovere di cuore, ti metto il defibrillatore 24 ore su 24 e ti faccio diventare veloce come Speedy Gonzales. Che per fermarti ci vorrà lo struzzo Beep Beep. Altrimenti finirai nel burrone come fa sempre Wile il Coyote”.

 Per quelli che soffrono di Alzheimer: “Ma è possibile che ogni volta che ti togli la dentiera non ricordi se l’hai messa nella buca della posta o nella grattugia per il formaggio? Ma che razza di mente sei? Non vedi come è ridotto il tuo proprietario? Non hai compassione che il tuo possessore si sia dimenticato che sei nel suo cervello, mente senza dignità! Occupi lo spazio cranico del mio paziente come un abusivo che si intrufola in un’abitazione altrui. Ti manderò lo sfratto, mente perversa. Devi lasciare questo cranio oppure ti metti in riga come le menti sane che stanno al loro posto e fanno il loro dovere. Ti dò un’altra settimana di tempo, ma poi non dire che l’avevi dimenticato”.

 Potrebbero essere queste le “terapie verbali” usate dall’ex dottoressa Gabriella Mereu, la quale non ha dubbi che per guarire bisogna usare le maniere forti. Senza farmaci e senza terapie. Ma prendendo di petto le patologie. Parlandoci da “donna a malattia”.

 (Senza offesa per quei pazienti…)

  

                                                   Mario Ciro Ciavarella