Mario Ciro Ciavarella

San Marco in Lamis, mercoledì 22 febbraio 2017 -  Lo zio d’America è quella persona che, si spera, muoia il prima possibile  per ereditare tutto. Lo zio d’America è quel parente più o meno stretto e che, si spera, si faccia avanti per cercare parenti più o meno lontani e lasciar loro ogni bene. Lo zio d’America è una persona che si spera esista, e che da un momento all’altro ci rintracci per lasciarci tutto quello che ha. Lo zio d’America spesso non esiste, e se esiste possiamo anche noi andarlo a cercare, per convincerlo di lasciarci la sua eredità.

 Lo zio d’America è una possibilità. È un’incognita. È un’opinione. È tutto ciò che speriamo arrivi da un momento all’altro.

Ma da alcuni anni esiste anche lo zio di Avetrana. Zio Michele Misseri. Più che zio: un padre. Un capofamiglia che cerca disperatamente da alcuni anni di salvare moglie e figlia da carcere certo. Accusandosi di essere stato lui, da solo, ad uccidere la nipote Sarah, in un impeto di difficile definizione.

Zio Michele Misseri cerca in tutti i modi di incarnare lo zio d’America: un’anima del purgatorio, ma ancora terrena, che giunge al momento giusto per risolvere i problemi, non economici in questo caso, dei suoi famigliari più stretti.

Michele Misseri spiega e rispiega da oltre sei anni come ha ucciso la nipote, con tanto di capestro tra le mani davanti alle telecamere per rendere meglio l’idea di quella esecuzione.

Si dimena dal primo giorno della sua confessione, per convincere tutti che lui è l’assassino, la moglie e la figlia non c’entrano, anche se tra le tante versioni, accusò anche la figlia Sabrina.

È  come un martire che vuole prendere il posto dei veri colpevoli, per lasciare in vita questi ultimi. Michele Misseri è uno “strano” Salvo D’Acquisto, che salvò 23 civili durante la seconda guerra mondiale, accusandosi di essere stato lui ad uccidere in un attentato alcuni militari tedeschi. Morì da martire innocente.

Michele Misseri sfiora la beatificazione: vuole essere martire in carcere, per espiare le colpe dei veri colpevoli. Secondo la giustizia i colpevoli sono la moglie e la figlia. Secondo me, solo la figlia. 

Si è trovato coinvolto a sua insaputa in uno strano caso di omicidio: da un momento al’altro, dalla sedia sdraio dove normalmente dormiva, a dover occultare con la moglie, il corpo della nipotina. Il tutto nel giro di pochi minuti.

Lo zio Michele ha un alto senso del dovere, che si spinge oltre la logica, in questo caso quella della giustizia. Anche se dobbiamo dire che a volte la giustizia sbaglia. 

Sul corpo dello zio di Avetrana si sta abbattendo tutto il male del mondo e lui lo accetta, anzi vorrebbe che ce ne fosse di più di maledizione da sopportare. Prenderebbe sul suo corpo e nella sua coscienza anche quello che non ha commesso.

- Si accuserebbe della morte di Michael Jackson

- Dell’attentato dell’11 settembre

- Del delitto Pasolini

- E’ capace di dire che il dna trovato nella villetta di Garlasco è il suo e non di Alberto Stasi (quello che ha ucciso la fidanzata, Chiara Poggi)

- Dice che si è accusato del naufragio della nave Concordia e che il comandante Schettino non era a bordo durante la crociera

- Ha detto che è stato lui a rapire Lapo a New York, e non Lapo stesso che si è… auto rapito,

- Ha giurato che i 30 denari li ha ricevuti lui e non Giuda

- E’ sicuro che la luna nel pozzo c’è davvero: è lui che ce l’ha messa

- Fidel Castro è morto avvelenato e lui era sul posto quando morì

- Più volte ha mostrato alle telecamere di Rete 4 la sua divisa da Black Block con la quale ha partecipato G8 di Genova, sfasciando di tutto

- E’ sicuro che ha influenzato l’economia europea convincendo i governi di mezza Europa a introdurre l’Euro (la colpa è sua se stiamo nella merda)

- Il golpe (parastatale) in Turchia è stato organizzato da Misseri e non da  Erdogan

Nonostante lo zio di Avetrana si autoaccusi di questo e di tanto altro, non viene creduto. Averne di parenti così!!! che vogliono soffrire per gli errori commessi dai loro famigliari. 

Potremmo tutti vivere più tranquilli, sperando che, in caso di eventuale reato commesso, ci sia sempre uno “zio di Avetrana” che ci salvi!   

 

Mario Ciro Ciavarella