PD di San Marco in Lamis

San Marco in Lamis, venerdì 24 marzo 2017 - Quando si diceva la polemica per la polemica. O, peggio, quando ci si appellava al fatto che chi scriveva era animato da odio personale o invidia o da rancori o altre bestialità senza senso. Erano i tempi in cui tutto si sfasciava, si demoliva. Si sprecava denaro pubblico a destra e a manca. C'erano quelli, come noi,  che lo denunciavano con i dati di fatto. Ma c'era sempre qualcuno che invocava collaborazione per il superiore interesse della città, anche se non si intravedevano barlumi di dialogo.

 Come sempre in quella stagione della rovina e della sciatteria giocate come fossero stati progetti elaborati e fondati c'era chi invocava sobrietà e rispetto. Eppure tutto ma proprio tutto era portato alla rovina. Ogni tanto, come volesse innescare meccanismi volti a provocare reazioni incontrollate, l'On., per mano di qualche prezzolato o "obbligato",o per qualche altra indicibile ragione,  scrivano, si rivolge a dirigenti del PD sammarchese chiedendo loro di esprimersi sulle attività amministrative del Sindaco Merla e della Giunta da lui guidata.

Il locale circolo democratico ha già più volte risposto alle provocazioni dell'On. ( ultima in ordine di tempo una nota intitolata "Speriamo che basti" ma evidentemente non è bastato: con l'On. è come vivere in terra infidelium), ribadisce che dopo gli anni del tornado politico-amministrativo che si è abbattuto su S. Marco si cerca di amministrare nella situazione data, che è quella del dissesto decretato dall'On. e dai suoi accoliti vecchi e nuovi, contando su quel poco che è rimasto. Non tutto, come è ovvio, va come dovrebbe andare ma siamo sulla buona strada. Non vedere più i parchimetri, monumento allo spreco e all'idiozia, o potere la sera passeggiare per il corso è il segnale che ci si muove sulla buona strada. Altro, e di molto positivo, sta avvenendo, ma tocca all'amministrazione informare la città. 

Nella nota ultima curata dall'On., ma stilata da altri, si strilla su servizi sociali e su nomine in consorzi anche questi inutili se non addirittura dannosi. L'On. e i suoi famigli solo a quell'argomento prestano la loro attenzione: i posti, di potere o altro. Che tutta l'organizzazione e la funzionalità dei servizi sociali sia stata distrutta non appena messo piede a Palazzo Badiale di questo non si parla e se lo si fa si inventa la favola dei fondi distratti e si invoca l'intervento della magistratura non si sa bene perché. 

Ecco a che cosa ci riferiamo:

-in men che non si dica nel 2011 i Comuni dell'Ambito Sociale di Zona (S. Marco in Lamis, S. Giovanni Rotondo, Sannicandro e Rignano) tutti amministrati dal centrodestra, meno Sannicandro allora affidata a un Commissario, provvedono ad affossare tutto quello, ed era davvero tanto, che si era costruito; alla testa della "coalizione" della distruzione vi era il nostro On., nonché Sindaco del "Fallimento" (così sarà ricordato dalle cronache cittadine) al grido di "Morte ai comunisti";scomparivano così il Piano di Zona e l'Ufficio di Piano, con la conseguente cancellazione delle equipe multidisciplinari, delle assistenti sociali che supportavano il Segretariato Sociale e il Servizio Sociale Professionale: tutto fu bloccato e furono mandati a casa circa trenta giovani laureati dei quattro comuni con la sospensione di molti servizi essenziali e la cessazione dell'operatività ordinaria e straordinaria dell'Ufficio di Piano;

- venne sostituito il Responsabile di Piano e revocato il contratto all'incaricato dei servizi informatici con la conseguenza che l'Ambito Territoriale, tra i più apprezzati della Puglia, venne di fatto smantellato;

- si tenga conto che circa il 70% delle risorse dei servizi sociale dei quattro comuni dell'Ambito nell'arco di tre anni assomma a circa 15 milioni, ciò vuol dire che è necessario dotarsi di strutture capaci di amministrare simili somme e i servizi abbastanza complessi che riguardano la vita delle persone in difficoltà.

Fatti, come è possibile constatare. Ora si protesta per un Presidente, nominato non si sa bene come e da chi, di quel Consorzio che è servito ad eliminare quel che di positivo e di rilievo era stato realizzato. Mentre si innescano polemiche strumentali e inutili i servizi non funzionano e nelle casse dei Comuni giacciono non spesi milioni di euro. Non solo. Per gli errori commessi dopo la chiusura del Piano Sociale gli organi competenti richiedono indietro somme spese male o in modo inappropriato. 

Questo è quello che è successo. Dica che non è andata così, l'On.- Sindaco del "Fallimento".

 

 Circolo "D. Compagnone"

Partito Democratico S. Marco in Lamis