Luigia Centola sanmarco.org

San Marco in Lamis, lunedì 26 ottobre 2026 -   Mentre gran parte dei frutti autunnali ha ormai concluso la propria stagione, nelle campagne del nostro territorio c’è un albero che sceglie proprio questo periodo per mostrarsi in tutto il suo splendore. È il corbezzolo, che i sammarchesi conoscono da sempre come «lu briachedd».  Tra le foglie verdi e lucide spuntavano grappoli di bacche dalle sfumature più diverse, dal giallo paglierino all’arancio, fino al rosso acceso dei frutti arrivati a piena maturazione.

Un colore così intenso da sembrare quasi un sorriso dell’albero che li produce. Va detto con franchezza: il corbezzolo non è un frutto che conquista per il gusto. La polpa è tenera e un po’ farinosa, il sapore dolce ma timido, a tratti quasi sciapito, e per questo non ha mai potuto competere con altri frutti dello stesso periodo. Ma sarebbe un errore giudicarlo solo dal palato. Il corbezzolo (Arbutus unedo) è un arbusto tipico della macchia mediterranea e custodisce più di una curiosità. Sullo stesso ramo, infatti, convivono fiori e frutti: le bacche impiegano circa un anno per maturare e così, in autunno, si incontrano i frutti della fioritura precedente accanto ai nuovi fiori bianchi.

Il verde delle foglie, il bianco dei fiori e il rosso dei frutti hanno fatto della pianta un simbolo del tricolore, cantato anche da Giovanni Pascoli in una celebre ode. Quanto al nome scientifico, una tradizione lo collega all’espressione latina «unum edo», cioè «ne mangio uno solo», a ricordo del sapore non esaltante. Anche il nome dialettale ha una sua storia. Secondo la tradizione popolare, «lu briachedd» richiamerebbe il lieve effetto che si attribuisce ai frutti molto maturi, i quali, fermentando, possono sviluppare tracce di alcol. Un racconto da campagna che si tramanda da generazioni e che fa parte, a pieno titolo, del patrimonio di parole e di saperi del nostro territorio.

C’è poi un aspetto che oggi più che mai merita attenzione: il corbezzolo contiene una buona quantità di vitamina C, oltre a fibre e sostanze antiossidanti. Un piccolo aiuto offerto dalla natura proprio all’inizio della stagione dei malanni, quando le difese dell’organismo hanno più bisogno di sostegno. Come per ogni frutto, meglio non esagerare con le quantità, specie se molto maturi. In cucina il corbezzolo trova spazio in marmellate, gelatine e liquori, ed è all’origine di un miele amaro molto apprezzato. Prodotti semplici, legati alla civiltà contadina, che raccontano un modo di vivere la campagna fatto di attenzione ai ritmi della terra. Se capita di passeggiare per le nostre campagne nelle prossime settimane, vale la pena alzare lo sguardo: tra il verde e il rosso di questi frutti l’autunno ha ancora molto da mostrarci.