a cura di Nicola M. Spagnoli             

Roma, venerdì 17 agosto 2018 -  Hipgnosis, una casuale combinazione fra la parola Hip (nuovo, alla moda!) e il greco antico Gnosis (conoscenza!) ha dato vita allo studio inglese di design più celebre al mondo, creato da Storm Thorgerson e Aubrey Powell nel 1968 a cui si aggiunse, dal ’74, Peter Christopherson. Amici tutti e tre dei Pink Floyd, furono imposti alla casa discografica proprio dai nostri musicisti, fin dal primo disco,  seguendo l’esempio dei Beatles che già due anni prima avevano voluto un loro amico come grafico per la copertina di Revolver  inaugurando una moda che da allora in poi ...

a cura di Nicola M. Spagnoli

Roma, lunedì 30 luglio 2018 -  Hipgnosis, una casuale combinazione fra la parola Hip (nuovo, alla moda!) e il greco antico Gnosis (conoscenza!) ha dato vita allo studio inglese di design più celebre al mondo, creato da Storm Thorgerson e Aubrey Powell nel 1968 a cui si aggiunse, dal ’74, Peter Christopherson. Amici tutti e tre dei Pink Floyd, furono imposti alla casa discografica proprio dai nostri musicisti, fin dal primo disco...

di Nicola M. Spagnoli

Roma, mercoledì 13 giugno 2018 -  Tom Rapp  certamente e' stato ed e' un tipo particolare, dal 1966 precorre i tempi e poi si rilassa, poi ancora fa dei capolavori e poi sparisce per un po’ ma rimane sempre e comunque un poeta, giusto allievo di Dylan e di Cohen (e qui troviamo una versione, anche se non esaltante, di Susanne) ma anche di Wendy Carlos (già Walter Carlos!) per la ricerca naturalistica e al cotempo rumoristica, insomma un poeta ed un musicista degno di questo nome nonostante sia, da avvocato quale è, un noto e sincero paladino dei diritti civili.

a cura di Nicola Maria  Spagnoli                   

Roma, Venerdì 11 maggio 2018 - L’esordio discografico della Formula Tre, dopo una gavetta come accompagnatori nei primi dischi di Lucio Battisti, avvenne nel 1969 con appunto un brano offerto dall’allora ormai già celebre cantautore. Si trattava di Questo Folle Sentimento, che fra l’altro fu il primo 45 giri della Numero Uno, la casa discografica fondata da Battisti, un brano ripreso in due parti nel fragoroso primo LP con un titolo, Dies Irae, derivante dalla celeberrima sequenza attribuita, ma non tutti concordano, al beato, ma solo per vox populi, Tommaso da Celano un frate francescano medievale con una ipnotica copertina dello studio Cesare Monti (foto 1).

A cura di Nicola M. Spagnoli

Roma, giovedì 8 marzo 2018 -  Stranamente il gruppo dei Meat Muppets è poco conosciuto da noi ma, in compenso, adorato da pochi intenditori, da quelli che amano il genere psichedelico ed anche il country moderno ovvero  l’acid folk. Sono stati definiti i Grateful Dead del deserto ed in effetti alcuni loro strumentali sono adattissimi come soundtrack di improbabili viaggi sulle lunghe strade solitarie dell’Arizona e della California e il loro leader è definito, naturalmente anche lui, il Neil Young del deserto.

a cura di Nicola M. Spagnoli

Roma, lunedì 29 gennaio 2018 -  Un gruppo quasi sconosciuto ma che ha fatto un primo disco davvero particolare, un disco che è entrato a pieno diritto nella storia del rock, anche nel progressive rock per alcuni ma non solo per il contenuto anche per Il nome scelto dal gruppo: COMUS (foto 1), un nome che potrebbe essere oggigiorno molto attuale se fosse usato invece dello spagnoleggiante movida, nel linguaggio comune, per  definire le serate di  molti giovani che vogliono divertirsi, bere e fare di tutto di più.

a cura di Nicola M. Spagnoli

Roma, giovedì 14 dicembre 2017 -  Gli Osanna sono una formazione storica del rock italiano, legati da sempre allo stile Progressive con il passare degli anni, dei decenni diremmo, sono sempre rimasti fedeli alla linea e attivi per merito del fondatore storico  e cantante Lino Vairetti.  Non ho ancora ascoltato l’ultimo live Papè Satàn Aleppe che pure mi dicono molto bello ma con nella testa le potenti note del precedente doppio vinile live Prog Family in cui David Jackson lo storico sassofonista dei Van Der Graaf Generator fa la parte del leone  entriamo in Palepolitana, l’ultimo loro lavoro in studio.

Nicola M. Spagnoli

Roma, martedì 14 novembre 2017 -  La palma d'oro, nell'ultimo anno che segna la fine del Prog “storico” italiano (altrove era già finito da tempo), non può che essere assegnata ad "Andrè sulla luna" prima opera solista di un redivivo  ex Pierrot Lunaire, Arturo Stàlteri. Anche il tastierista Cacciapaglia potrebbe stare in cima ma siccome ha già avuto, in questo breve riassunto, quattro anni prima la palma d’oro dovrà accontentarsi, per quest’anno, del secondo posto anche perché la sua fatica, indubbiamente notevole, è molto più vicina alla musica classica contemporanea  piuttosto che al progressive rock in senso stretto.

Nicola M. Spagnoli

San Marco in Lamis, martedì 7 novembre 2017 - Questo è un anno che sembra rinvigorire il Prog con un numero più elevato di dischi degni di attenzione, rispetto all’anno  precedente i nomi classici sono sempre sulla breccia, alcuni di ritorno altri sempre ma i nomi nuovi sono pochi fra cui un misterioso tastierista che fa un disco quasi interamente strumentale alle tastiere, alquanto teutonico ma in giusto equilibrio fra avanguardia ed orecchiabilità che non raggiunge la popolarità ma desta curiosità e ammirazione.

Nicola M. Spagnoli

Roma, domenica 29 ottobre 2017 -  Al vertice del 1977 non poteva che esserci "Gudrun" il secondo ottimo disco dei Pierrot Lunaire con una nuova vocalist che non fa rimpiangere affatto la superba Donella del Monaco del primo disco che intanto diventa solista: la title track Gudrun comunque già da sola vale un'epoca. La Premiata Forneria con "Jet Lag" torna a volare alla grande, più evoluta, fresca ed accattivante, nel secondo disco americano con il nuovo, grandioso, vocalist Bernardo Lanzetti, veramente un lavoro da grandi professionisti, che nel panorama pre-agonizzante del Prog non poteva non piazzarsi al vertice.

Mario Ciro Ciavarella

San Marco in Lamis, mercoledì 18 ottobre 2017 -  Qualche mese fa scrivendo di Lucio Battisti espressi una critica in effetti un po’ troppo dura nei confronti del cantautore. Affermando, tra l’altro, che era molto limitato nel canto; purtroppo sorvolando (chiedo scusa)  completamente l’aspetto musicale nelle canzoni che hanno avuto i testi di Mogol prima, e di Panella dopo. Non voglio assolutamente fare un passo indietro di quello che scrissi, ma lo faccio di lato. E la storia mi dà ragione: Battisti non fece mai una tournèe, il perchè non lo si è mai capito; e non scrisse (come testi) nessuna canzone di rilievo.  

di Luigi Ciavarella

San Marco in Lamis, sabato 14 ottobre 2017 -  Nel febbraio del 1972 si ritrovarono a Parigi tre ex membri fondatori dei Velvet Underground, seminale band newyorchese dei sessanta che ha rivoluzionato il corso della musica rock con trame musicali inquietanti che parlavano di droga, di malessere sociale e personale e di perversioni laddove, per opposti fronti, nella California psichedelica e floreale, si tributava il libero amore e la musica come liberazione delle coscienze attraverso l'uso di droghe leggere (e in seguito anche pesanti e distruttive).