Nicola M. Spagnoli

Roma, sabato 14 ottobre 2017 -  Il 1976 vede un Progressive Rock italiano ormai agli sgoccioli (il periodo d’oro è stato senza dubbio il precedente quadriennio!), anche se episodi interessanti e belli non mancano ed è per questo che abbiamo messo al primo posto il primo disco made in Italy completamente neo-canterburiano come quello dei Picchio dal Pozzo che rifacendo il verso a Robert Wyatt, ai Maching Mole, ad Hatfield & the North, ai Camel ed anche a Kevin Ayers almeno ci regalano brani piacevolissimi, freschi e spiritosi, in questo loro primo disco ancora oggi godibilissimo (ma anche in quelli successivi!).

di Luigi Ciavarella

San Marco in lamis, lunedì 9 ottobre 2017 - A mezzo secolo di distanza dal fortunato hit “A Whiter Shade of Pale”, che li fece conoscere in tutto il mondo, e a quattordici anni dal precedente “The Well’s On Fire”, ritornano i redivivi Procol Harum con un album nuovo di zecca che rinverdisce il loro passato costruito sulla scia di un rock progressivo armonioso dominato dall’hammond di Gary Brooker.

Nicola M. Spagnoli

Roma, giovedì 5 ottobre 2017 -  Tre i capolavori assoluti del 1975, un tastierista collaboratore di Battiato (che con "M.lle le gladiator" si allontana un pò verso altri,  più difficili, lidi avanguardistici) di formazione classica, Roberto Cacciapaglia, con "Sonanze" ci propone un sound alla Klaus Shultze ma più mediterraneo ed equilibrato del Krautrock mentre gli Opus Avantra realizzano con "Lord Cromwell" un altro capolavoro assoluto, nonostante la defezione di Donella del Monaco, in un vortice di suoni elettrici ed acustici e ritmi da capogiro.

Nicola M. Spagnoli

Roma, martedì 12 settembre 2017 -  Il 1974 vede l'affermazione critica e definitiva, ma certamente non ancora commerciale, di Battiato che con "Clic!" dalla semplicissima copertina in b/n quadrettata propone una musica travolgente che, tutt'oggi attualissima, viene spesso usata in Tv, quella di matrice rileyana di "Propiedad prohibita" con accanto esperimenti elettronici più sofisticati e complessi.

Nicola M. Spagnoli

Roma, lunedì 28 agosto 2017 -  il 1973 è veramente l'anno d'oro per eccellenza del Prog italiano, l’anno che vede il miglior disco del Banco del Mutuo Soccorso, a tutt'oggi, visto che sono ancora più che mai vivi e vitali, con un mitico ed irraggiungibile brano, l’indimenticabile "Canto nomade" nel disco-capolavoro "Io sono nato libero". C'è l'esordio prorompente e maestoso degli Area (shocchante anche per la confezione) che certamente si gioca il primato dell’anno con il Banco e due, ben due, ma saranno purtroppo gli ultimi, splendidi dischi dei Jumbo ...

Nicola M. Spagnoli

San Marco in Lamis, mercoledì 16 agosto 2017 -  Nel 1972  la scelta si fa ardua e potremmo dire che come qualità un 10° posto di quest'anno (ma anche un 20°) cosi come nell'anno successivo, certamente equivale ad un primo assoluto degli anni "bui" mettiamo quelli fra il ‘78 e l’80. Gli esordi di Banco del Mutuo Soccorso o della Premiata Forneria Marconi certamente meriterebbero di più, ma come non segnalare prima una meteora sconvolgente come quella che fu il primo disco (buckleyniano anzichè no) di Alan Sorrenti oppure "Ys" del Balletto di Bronzo?

Nicola M. Spagnoli

Roma, martedì 8 agosto 2017 -  Nell'opinione comune, almeno a livello di vendite e di popolarità, il 1971 è l'anno delle Orme con "Collage" e dei New Trolls con il loro primo "Concerto grosso", ma la qualità vera, dicevamo, non si misura con i milioni (o migliaia) di copie vendute, e quindi mi sembrano più degne dei primi posti le opere-concept dei Trip o degli Osanna, che nella loro teatralità anticipano perfino i Genesis di Peter Gabriel o anche il disco dei Raccomandata con Ricevuta di Ritorno (RDM) con la loro personalissima Bibbia.

Nicola M. Spagnoli

Roma, lunedì 31 luglio 2017 -  E' luogo comune, almeno per l’Italia, individuare la prima pianticella PROGRESSIVE nel disco dei New Trolls del ’68 (€.100) fatto in collaborazione con Fabrizio De Andrè, Senza orario - senza bandiera,un disco che certamente era già al di fuori del beat, ma anche alquanto timido, in quanto a innovazione. Forse nel genere ci sta meglio Ad Gloriam delle Orme (che oggi ha un’ottima valutazione perché allora il gruppo era completamente sconosciuto…€. 1000), e subito dopo nel ’69, in quello degli Stormy Six (Le idee di oggi per la musica di domani €. 400) con il già promettente Claudio Rocchi che poi seguirà la brillante, seppur breve, carriera che conosciamo.

Nicola Maria Spagnoli

San Marco in Lamis, venerdì 21 luglio 2017 -  Il Rococò, in architettura e nell'arte naturalmente è stato il periodo, nel XVII secolo, in cui si è dato sfogo alla fantasia ed alla contaminazione oltre che, soprattutto, alla riaffermazione del potere della Chiesa contro le riforme e contro lo scisma luterano. E' stato quindi, in fin dei conti, un ritorno alla tradizione contro i modernismi più pericolosi che ne avrebbero minato il potere. Nel nostro caso, molto più modesto ovvero nella Storia del Rock, il paragone potrebbe essere un po’ irriverente ma lo riteniamo comunque appropriato, se non altro per affinità terminologica.

a cura di Nicola M. Spagnoli

Roma, lunedì 22 maggio 2017 -  Continuiamo a trattare dischi progressive solo perche’ con questo genere le copertine, fra la fine degli anni ’60 e gli inizi dei ’70, hanno subito, in positivo, una vera e propria rivoluzione, una svolta estetica che abbandonava la solita foto dell’artista o degli artisti piu’ o meno aggiustata e andava invece alla ricerca di qualcosa di nuovo, a volte aggrappandosi all’arte dei musei, specie quella contemporanea, a volta addirittura a quella classica. Purtroppo ci sono stati veri e propri capolavori che sono passati inosservati per traversie e motivi diversi e quindi dimenticati, altri riscoperti e alcuni diventati veri e propri oggetti di culto… battuti nelle aste.

Nicola Maria Spagnoli

Roma, domenica 16 aprile 2017 -  Un disco che avevo recensito su una celebre rivista mensile rock, tanti anni fa, forse appena uscito e che a distanza di  così tanto tempo ho risentito e quindi sentito il bisogno di riaccendere su di esso un po’ di attenzione essendo non un semplice disco ma un capolavoro una vera “pietra  miliare” come dice qualche sito specializzato, che va oltre il tempo e oltre le mode e le tendenze. Bisogna dire che se la Word Music non è nata con questo disco di Peter Gabriel, certamente ha avuto un grosso contributo proprio dalla colonna sonora di The Last Temptation of Christ di Martin Scorzese ovvero da questo lavoro che in doppio vinile si intitolava Passion.

di Luigi Ciavarella

Musica Rock, giovedì 9 marzo 2017 -  Tra tanti gadget presenti all’ingresso del negozio Muller di Colmar vi era un poster montato su cavalletto raffigurante le fauci aperte minacciose di un leone. Sembrava messo a guardia del locale quasi come un monito ai visitatori, che contrastava però con gli arredi che si trovavano all’interno. Era la pubblicità del primo disco dei Santana e quella l’immagine cosi spaventosa se la osservavi bene da vicino altro non era che una composizione di volti umani intorno al corpo esile di una indigena, con, sul lato destro, l’aggiunta dell’indicazione del nome della band.